Negli ultimi due decenni l’esercizio dei muscoli del core ha guadagnato maggior interesse nell’ambito del fitness, della riabilitazione e della prestazione sportiva. Anatomicamente la regione del core è stata descritta come l’area delimitata dai muscoli addominali davanti e di lato, dai muscoli paraspinali e glutei dietro, dal diaframma in alto e dal pavimento pelvico e la muscolatura inguinale in basso. Il core rappresenta la connessione tra arti inferiori e superiori e dovrebbe essere considerato come un’unità funzionale in cui muscoli diversi interagiscono anche se non localizzati nella regione toraco-lombare (come i muscoli pelvici e delle spalle). Allenamento e Core Stability
A short technical insight



Riguardo l’allenamento del core in letteratura troviamo la distinzione tra: core stability, che si riferisce all’abilità di stabilizzare la colonna vertebrale, e core strength, che si riferisce all’abilità di produrre e trasferire la forza. Dal momento che la core strength e la core stability sono due qualità complementari, l’allenamento può mirare principalmente, ma non esclusivamente, a una delle due. L’allenamento del controllo motorio sembra richiedere esercizi di stabilizzazione a bassa intensità (inferiore al 25% della contrazione massima volontaria) focalizzati su un’efficiente integrazione tra una bassa soglia di reclutamento del sistema locale e globale. Al contrario, l’allenamento della forza sembra richiedere esercizi ad alta intensità (maggiore del 60% della MCV) per produrre un beneficio sulla forza. Le evidenze disponibili suggeriscono che per allenare adeguatamente la muscolatura del core siano da preferire esercizi poliarticolari che coinvolgono tutto il corpo (come i plank), piuttosto che esercizi specifici (come i sit ups). Nel corso degli anni molti studi hanno esaminato l’attivazione di questi muscoli durante l’esecuzione di diversi esercizi su superfici stabili e instabili. Di seguito alcuni in breve: I migliori risultati in termini di attivazione muscolare sono stati ottenuti sui dispositivi più instabili (swiss ball, wobble board), seguiti da quelli moderatamente instabili (dyna disc, bosu ball). La sollecitazione minore è stata ottenuta eseguendo gli esercizi su superfici stabili. L’ allenamento in sospensione (TRX) ha mostrato un’attivazione dell’obliquo esterno durante l’esercizio di pike significativamente maggiore rispetto ad altri dispositivi (swiss ball, bosu ball e core coaster) e un’ attivazione del retto addominale durante i plank maggiore rispetto alla swiss ball (fig. sotto). Che dispositivo usare?



Aggiungere un’adduzione isometrica dell’anca durante l’esecuzione dei plank può essere utile ad aumentare l’attivazione addominale. In particolare l’adduzione isometrica unilaterale fornisce un beneficio maggiore rispetto a quella bilaterale. Non si è trovata differenza tra l’aggiunta di adduzione e abduzione d’anca bilaterale nell’attivazione della muscolatura addominale. La combinazione dell’esecuzione della variante con appoggio unilaterale e dell’uso di un supporto in sospensione fornisce la maggior attivazione dei muscoli lombari durante il supine plank. Usare queste varianti separatamente fornisce vantaggi solo se paragonate alle supine plank regolari. Durante il bridge in sospensione aggiungere un movimento delle anche in abduzione e adduzione (fig. sotto), soprattutto bilateralmente, contribuisce ad aumentare l’attivazione dei muscoli obliquo interno e multifido rispetto all’attivazione muscolare globale dei muscoli del tronco. La variante del plank con tilt pelvico posteriore si è mostrata più efficace nell’attivazione dei muscoli del core, specialmente se in combinazione con l’adduzione delle scapole. Quali varianti aggiungere?



L’estensione del rachide da prono con gli arti inferiori e superiori sollevati (superman exercise) ha prodotto un’attivazione dei muscoli multifido e lunghissimo del torace superiore al 70% del MCV. Hanno prodotto un’attivazione minore del 50% del MCV il bridge, il side bridge e il sollevamento degli arti superiori e inferiori sia in posizione prona che quadrupede. Il roll-out (fig.1) e il bodysaw (fig.2) in sospensione hanno prodotto un’ attivazione dei muscoli retto addominale e obliquo esterno maggiore o uguale al 60% del MCV che come abbiamo visto è l’intensità da raggiungere per ottenere un adattamento della forza. Gli altri esercizi testati, sempre in sospensione, erano il pike (fig.3) e il knee-tuck (fig.4). L'esercizio di bodysaw in sospensione ha avuto il miglior rapporto tra attivazione addominale e carico sulla colonna rispetto al hanging leg raise e al walk out from push up, producendo inoltre un’attivazionedel muscolo dentato anteriore del 140% del MCV. Che esercizio prediligere?

A una maggiore richiesta di attivazione muscolare si associa mediamente un maggiore carico spinale. Per avere dei buoni risultati senza farsi male bisogna quindi scegliere esercizi che diano il giusto stimolo ai muscoli del core, senza superare la loro capacità di stabilizzare la colonna. Il fisioterapista può aiutarti a scegliere gli esercizi più adatti a te oltre che guidarti ad un'esecuzione corretta. Per ulteriori informazioni o consigili sugli esercizi, contattaci. Dott. Marco Gatto Fisioterapista specializzato COMT Articoli consultati:
J Strength Cond Res. 2013.